venerdì 23 aprile 2010

Un pensierino per il fine settimana!


"Vorrei ripercorrere i miei passi, quelli falsi, per guardare bene dove posare i piedi. Vorrei riandare al momento in cui donai fiducia a chi presto m'avrebbe tradito. Vorrei tornare indietro fino a quel giorno, quando sbagliai. Vorrei poter decidere di nuovo, scegliere meglio gli amici e gli amori, questa volta con calma, riflettendo, pensandoci bene, ponderando, valutando, soppesando e conoscendo già il futuro. E vorrei compiere esattamente le stesse scelte che mi hanno portato qui, anche quelle più sventurate. Sbagli che mi hanno reso l'uomo che sono."


da L'uomo felice


In questo periodo Allegra ha a che fare con un pò troppe cose, ma non vi lascia soli senza riflettere e vi regala i pensieri di chi ama e che condivide.

BUON FINE SETTIMANA...FATE I BRAVI!

venerdì 16 aprile 2010

Pensierino della sera...baricchiano!

"Quando la gente ti dirà che hai sbagliato...e avrai errori dappertutto dietro la schiena, fregatene. Ricordatene. Devi fregartene. Tutte le bocce di cristallo che hai rotto erano solo vita...non sono quelli gli errori...quella è la vita. E la vita vera magari è proprio quella che si spacca, quella vita su cento che alla fine si spacca. Io questo l'ho capito, il mondo è pieno di gente che gira in tasca con le sue piccole biglie di vetro, le sue piccole tristi biglie infrangibili, e allora tu non smetterla mai di soffiare nelle tue sfere di cristallo. Sono belle, a me è piaciuto guardarle, per tutto il tempo che ti sono stato vicino...ci si vede dentro tanta roba...è una cosa che ti mette l'allegria. Non smetterla mai...e se un giorno scoppieranno, anche quella sarà vita, a modo suo...meravigliosa vita."
Castelli di rabbia, Alessandro Baricco
Cosa rigiriamo ogni giorno nelle nostre tasche...biglie di vetro o di cristallo?

mercoledì 14 aprile 2010

Tic-toc/Toc-tic


Se sei in ritardo, sei in ritardo.

E lo sei sulla sveglia che hai spento nel buio della tua casa, sui puntuali movimenti che fai al mattino, sul latte che ti ribolle nello stomaco mentre scendi le scale del condiminio con più velocità, con la strada trafficata che si ritorce contro la tua mancata puntualità.

"Lo so, sono in ritardo."

Non puoi non dire questa frase a chi ti aspetta.

Ma nell' istante stesso in cui la pronunci, ripensi a tutte le tue trascorse puntualità.

Non delle tue giornate, ma della tua vita.

E ti ritrovi puntuale laddove eri in ritardo.

E ti rivedi in ritardo anche se eri puntuale.

"Se anticipi il mondo di cinque minuti, forse riuscirai a conoscerlo di più. E forse a viverci meglio".

Fonte forse poco attendibile. Me lo disse un amico tempo fa. Non attendibile perchè matto.

Nel senso artistico del termine.

Forse.

Ma proviamo a posticipare il mondo di cinque minuti.

Che ne verrà fuori?

E poi proviamo, con la stessa assurdità, a posticipare la nostra vita di cinque minuti.

Io l'ho fatto, ma non quando, in un mattino qualunque di un qualunque giorno della settimana, la sveglia ha suonato e io ho aspettato più del dovuto.

L'ho fatto quando ho preso una decisione importante.

Ho posticipato la mia vita di soli cinque minuti, vedendola con o senza le mie scelte.

Posticipandola, mi sono resa conto di dover scegliere e di doverlo fare ancora.

E ho capito, che la vita è una scelta.

Non solo dettata da qualcuno quando ancora avvolti in una pancia, non vediamo l'ora di venir fuori.

Ma soprattutto, da come guardiamo il mondo appena svegli al mattino: come la voglio la mia vita?

Proviamo a chiedercelo più spesso. Possibilmente, senza ritardi.

sabato 10 aprile 2010

Ricordi presenti


Un pianoforte attaccato al muro.


Tre amiche che si scambiano la vita riflettendo pensieri e parole in tazzine di tè caldo: tre gusti diversi ma con lo stesso sapore.


Come le loro esistenze intrecciate.


Una risata, una confidenza, uno scherzo, un rimprovero, un ricordo. E una promessa, anzi no...più di una.


Poi all'improvviso un ragazzo biondo, da lontano sembrava straniero.


Si avvicina e dolcemente chiede di poter suonare.


La musica del pianoforte ha in sè una magia che è un privilegio per chi l'ascolta e la vive.


Inizia a sfiorare quel bianco e nero con delicatezza e passione.
Non era un musicista qualunque.


Era, in quel giorno, un dono inaspettato.


Era insieme il passato ed il futuro.


La domanda e la risposta.


Il sempre e il mai.


Il fatto e l'idea.


Suonò e nessuna delle tre amiche parlò.


C'erano solo sguardi, nel cui immenso si ritrovarono speranze e dolori, bugie e verità da ricercare, istanti vissuti e persone incontrate.


Poi la musica finì e lui, guardando le tre amiche, arrossì. Come solo gli artisti veri sanno fare.


Perchè gli artisti sono come i bambini: puri e senza alcun velo davanti agli occhi.


Il sole era alto sopra Firenze, sembrava essersi legato al cielo.


E nella musica di un pianoforte, tra ricordi e speranze e ancora vita, tre amiche percorsero ognuna la propria strada di casa, rimanendo legate in un'amicizia che non sa morire.


Perchè troppo vera.


Come quelle mani lunghe e bianche sul pianoforte.


E come quel sole caldo e grande nel cielo di una Firenze che non dimenticherò mai, semmai un giorno dovessi lasciarla.


Grazie...a chi lo sa già.


mercoledì 7 aprile 2010

Pensierino della sera...

"Tu, ascolta, tu...lo sai di cosa hai bisogno?"
"Di cosa?" - Tamar non riuscì a trattenere un sorriso a quel ricordo e si coprì la testa con il plaid, perchè Shelly non vedesse.
"Hai bisogno di uno con una mano grande così" - aveva sentenziato Leah, "e sai perchè?"
"Perchè?" - ora sarebbe arrivata la spiegazione.
"Uno che se ne sta con la mano alzata, forte, ferma, come la statua della Libertà ma senza quel cono gelato. Solo con la mano aperta, in alto, e allora tu..." - Leah sollevò la sua mano squadrata, ruvida, con le unghie rosicchiate e la agitò, come fosse un uccellino in volo - "tu, da lontano, da qualsiasi punto della terra, vedrai quella mano e saprai che lì potrai posarti e riposare. E' vero o no?"
Qualcuno con cui correre (pag.271), David Grossman
Penso che tutti abbiamo bisogno di questo...è vero o no?

domenica 4 aprile 2010

Sta tutto qui...


Oggi è il giorno della vita che si rinnova.



Bella, come una donna che si spoglia dei vestiti smessi, si guarda allo specchio e indossa il suo abito migliore.



Tante volte l'abbiamo cercata.



In giorni stretti come vicoli di paese e in notti bianche.



In polverose solitudini e in frammentate compagnie.



In colpe, desideri, progetti, paure, pericoli, segreti.



In ogni domandare custodito nel cantuccio dell'anima.



Dal suono della sveglia al mattino all'ultimo sguardo al mondo alla sera, le nostre giornate lavorano il presente per rincorrere il futuro. Acchiappando al volo una speranza.



Per poi su questa, edificarci la vita.



Non basta risorgere un nuovo giorno.



E' in ogni prova della vita che abbiamo bisogno di farlo: nei cambiamenti, nelle delusioni, nei colpi bassi, nelle scelte, nelle promesse e negli assurdi doveri che a volte ci imponiamo.



Sono i quotidiani frammenti della nostra esistenza che hanno bisogno di risorgere.



E di ricostruire, dove qualcuno ha distrutto.



Ricostruire noi stessi dopo ogni vittoria o fallimento.



Ricostruire una vita dopo ogni scelta o cambiamento.



Oggi è il giorno di una vita che ha unito tutti i suoi pezzi in un mosaico perfetto, e lo ha fatto nel suo posto migliore, dove nessuno l'ha cercata e dove solo un angelo l'ha indirizzata.



"Non è qui" - quante volte cerchiamo noi stessi dove non possiamo trovarci?



"Non è qui".



Non è qui che dobbiamo cercare.



Non nelle illusioni, non nelle bugie, non nelle colpe, non nella vergogna, non nella rassegnazione, non nelle risposte facili.



"Non è qui", la via verso se stessi.



E allora...nel giorno in cui Qualcuno ha accarezzato le nostre domande rivestendole con il tessuto della Sua pelle per farci respirare il tempo delle risposte, auguro a me e a voi di non smettere mai di ricostruire noi stessi, ma di cercare nei sempre, nei perchè, nei mai e negli ancora, il bisogno e la voglia di appartenere a quel mosaico perfetto.



Solo così, un giorno, potremo raccontare a noi stessi e agli altri, una storia destinata a non morire.



Una storia che assomiglia ad una vita vissuta credendo nelle proprie capacità e inseguendo i propri sogni, costi quel che costi.


Così da poter dire, un giorno: "questa è la mia vita, è così come io la volevo" (Eleonora Abbagnato, prima ballerina dell'Opera di Parigi).


La felicità che vi auguro, sta tutta qui. Sempre.

venerdì 2 aprile 2010

A Te...proprio oggi

"Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto"
(Gv 19,37)
E' l'ora del silenzio, dell'attesa, dell'infinito domandare.
Spesso sfugge cosa sia il dolore, l'agonia, la morte.
Sfugge tanto quanto la verità e tanto quanto sfuggiamo a noi stessi nell'ora della disperazione.
Non possiamo chiederTi nulla, non riusciamo a farlo.
Non possiamo parlarTi, dirTi che non volevamo.
DirTi che ci dispiace.
Sappiamo solo guardarTi.
Scusa, ma è quello che riusciamo a fare.
Non volevamo farTi male...proprio noi che non riusciamo ad accettare il dolore e la disperazione, perchè ci fanno paura.
E perchè siamo deboli.
Tu ci hai insegnato ad abbracciarli, noi li abbiamo rinfacciati a Te.
Tu ci hai insegnato a capirli, noi li abbiamo cuciti addosso a Te.
Tu ci hai insegnato ad amarli, noi li abbiamo intrecciati sulla Tua testa.
Tu li hai accettati, li hai portati addosso...passo dopo passo e respiro dopo respiro.
E non hai pensato a Te.
Hai pensato a noi.
Come hai fatto?
Come si fa a dimenticare, ad accettare il dolore e a perdonare?
Insegnacelo, perchè non sappiamo farlo.
C'è fuoco e sangue, c'è pentimento e dolore, c'è pianto e disperazione.
Ma c'è Amore.
In ogni chiodo, in ogni spina, in ogni urlo, in ogni fitta di dolore: è perfetta quella croce per Te.
E' perfetto il Tuo amore nel nostro imperfetto bisogno d'amare.
Persino la smorfia del Tuo dolore è un sorriso perfetto.
Sai a chi assomigli?
Alla faccia della mezzaluna sfumata dal bianco delle nuvole in una notte di grigio inverno.
E noi assomigliamo alla colpa, che Tu stesso hai amato.
Insegnaci ad amare e ad essere capaci di farlo.
Ne abbiamo bisogno come il sole della luna per poter rinascere ogni nuovo giorno.
Stacci davanti.
Di lato.
Dietro.
In alto.
In basso.
Dovunque.
Stacci dentro.
Ma non ci abbandonare come oggi abbiamo fatto noi con Te.
Perchè il dolore non sarebbe speranza senza di Te.
Stacci dentro, come Tu ci vuoi.
Anche oggi, nel silenzio e nel buio di queste lunghe e dolorose ore.