lunedì 9 agosto 2010

Deliri estivi di ritorno


La stagione estiva è un periodo dell'anno in cui, se da una parte ci è concesso tutto o quasi "perchè fa caldo", "perchè non ne posso più", "perchè c'è gente", "perchè sono stanco", dall'altra ci offre con più facilità la possibilità di scherzare e, soprattutto, di non prenderci troppo sul serio.

Ecco perchè, in queste mie vacanzine, mi sono rimasti impressi alcuni episodi divertenti con i quali ho deciso di ritornare con voi e riprendere il nostro viaggio quotidiano, o quasi.


Alla veneranda età di 37 anni, il cugino preferito ha deciso di festeggiare il suo compleanno nel villaggio vacanze dove Allegra ha passato la sua estate, con una festa di sera in riva al mare.
Ok. Allegra è "costretta" a scrivere il biglietto d'auguri dell'intera combriccola, ma ciò non le pesa. Anzi.
Con sua cugina va in cartoleria per comprare un biglietto e, nel tragitto, confabula con lei nella speranza che non trovi uno di quelli già scritti con le solite frasi prestampate.

"Salve, avete dei biglietti d'auguri?" - dice alla commessa.

"Bianchi dicete? Perchè li abbiamo solo bianchi".

Allegra NON E' CAPACE di evitare di ridere quando le circostanze lo esigono e quindi, conscia di questo, finge uno starnuto e si volta dall'altra parte costringendo sua cugina a rispondere per lei.

"Sì...proprio bianchi li volevamo".

Inutile descrivere le risate di entrambe fuori dal negozio. Perchè scusate...l'italiano base non si mette in discussione!


Alla suddetta festa, i camerieri, diciamolo pure, volevano essere in tutti i posti del mondo tranne che lì a lavorare per il godimento degli altri.
Un ragazzo, finito il primo, guarda il cameriere sorridendo con una sottintesa richiesta: levami il piatto, grazie.
Il cameriere gironzola tra i tavoli trascinando le gambe in cerca di un motivo per sorridere.
Il ragazzo lo guarda e poi guarda noi che non abbiamo più il piatto sotto agli occhi perchè, per fortuna, gli altri camerieri erano leggermente più svegli.
"Ma l'ha capito che ho finito?" - dice il ragazzo.

Tutti ci giriamo verso il cameriere che finalmente ci sorride. Meno male...dai che la vita è bella!

Il ragazzo incrocia le braccia e lo fissa, mentre lui dondola da una gamba all'altra.

"No non ha capito..." - dice mio cugino.

"Potevi finire anche prima, però! Ora è in fase remissiva" - intervengo io.

"Sì, chiamalo tu allora...magari sente il richiamo femminile e viene" - risponde.

"Non credo...ci siamo girati tutti prima, femmine comprese" - aggiungo.

Il ragazzo sospira e guarda con un sorriso mesto il cameriere muovendo leggermente il piatto.

"Digli che hai finito" - gli suggerisco a bassa voce.

"Ho finito" - urla lui.

Ma niente. Forse il rumore del mare è troppo forte.

"Scusa" - riprende - "Ho finito".

Uao! Il cameriere lo guarda.

"Dimmi pure!" - risponde.

Ave Cesare!

"Ho fi-ni-to. Punto." - dice il ragazzo scandendo bene ogni sillaba.

"Ah sì? Ora vengo a prendere il piatto" - conclude.

L'intero tavolo sospira. Era l'ora!


Sulla spiaggia, il vicino di ombrellone di Allegra è un fumatore. Per cui, tossisce in continuazione.
Un giorno, dopo il bagno, Allegra si avvicina al proprio ombrellone e mentre sistema l'asciugamano, il tipo comincia a tossire.
E lo fa sempre di più. Una volta, due volte, tre volte e così via.
Allegra lancia un'occhiata verso l'ombrellone accanto e nota una bottiglietta d'acqua, chiedendosi il perchè non la usi.
Di nuovo. Una volta. Due volte. Tre volte.
Allegra lancia un'occhiata verso il tipo che la guarda alzando le spalle e poi gli fa segno con la testa verso la bottiglietta d'acqua.
Niente. Il tipo non capisce e continua a tossire, richiamando a sè anche altri sguardi.
Dopo un bel po' e dopo varie occhiate con inutili suggerimenti: tipo/bottiglietta d'acqua/tipo, lui si arrende.

"Scusi signorina, ma ho la tosse" - dice.

E mentre l'ombrellone di Allegra si riempie e su di lei cadono gli sguardi interrogativi per quella strana conversazione, risponde: "magari se beve un po' d'acqua..."

"Ah sì, bevo...vediamo se passa" - ride.

Allegra annuisce e inizia a spiegare a bassavoce il tutto agli altri, mentre d'improvviso, la tosse sparisce, per la salute mentale di tutta la spiaggia.

"Grazie signorina..." - dice il tipo.

"Ma si figuri..." - rispondo.

Va bè...almeno è educato: ha detto grazie.


Arriva un'altra cugina di Allegra (ne ha tanti, di cugini!), sorella del cugino preferito. Con fidanzato e cagna.

"Ohi, hai preso un cane!" - dico.

"Sì ma è femmina. Guarda com'è bella, è anche testarda, la vuole vincere sempre lei" - risponde.

Allegra la prende in braccio e se la spupazza tutta.

"Come l'hai chiamata?" - chiede.

"Allegra!" - risponde.

"Ah" - dico.

E dopo essermi ripresa aggiungo: "Eh bè allora non può che essere testarda come me!".


Mentre Allegra è allo specchio a pettinarsi, passa sua mamma.
Supera la porta aperta del bagno e poi ritorna indietro.

"Cà" - dice.
"Uh" - rispondo.

"Ma non è meglio che li spunti un pochino, i capelli?" - chiede.

Allegra si guarda allo specchio.

"Perchè?" - domanda.

"Perchè sembri la Gioconda!"

Ok...per oggi può bastare.


Allegra ritorna a Firenze. Oggi ha ripreso la sua routine quotidiana e, mentre di buon mattino esce dal suo portone, un signore attentissimo a leggere il giornale, non si accorge di lei e le va quasi a finire addosso.
Dopo i soliti "scusi signorina/non l'ho fatto apposta/le ho fatto male/no non si preoccupi", una signora, spettatrice della scena, interviene: "stia attento alla signorina che già non ce ne sta di persona che è secca, la fa scomparire!".
Grazie signora. Una botta di autostima in pieno agosto, in città, al primo giorno di rientro dalle vacanze, di prima mattina e prima di iniziare una lunga giornata, è proprio quello che mi ci voleva! ( e poi non sono secca!)
Allegra è buona, lo sapete. Ma l'occhiata che ha lanciato alla signora non era della stessa pasta!
Ah...gli adulti e le loro manie di abbondanza!

Ebbene, Allegra è ritornata. A chi come lei è rientrato, augura buon lavoro, a chi sta per partire augura buone vacanze e a chi è ancora in relax, augura un buon proseguimento...fatevi un bel tuffo al mare anche per me e RILASSATEVI!

Buona settimana a tutti!

giovedì 22 luglio 2010

Buone vacanze...


Sono stati giorni un pò frammentati a causa di svariati avvenimenti.

Dovevo scrivervi e non l'ho fatto. Prometto che avrete il famoso post sullo stage.

Domani Allegra parte per le vacanze (un pò di riposo se lo merita anche lei). Quest'anno saranno più che dimezzate e presto tornerà nella calda e, comunque, bella Firenze: ma il futuro lo si costruisce nel presente, quindi va bene così!


Ci risentiamo fra quindici giorni circa...fate i bravi!

venerdì 16 luglio 2010

Il mio nome è...


Credevano fossi un maschio. E invece, sono nata io.

Mia madre mi racconta che appena mi vide e le dissero che ero una femmina, le si scombussolò tutto...e decise che io sarei stata CARMEN.

Le infermiere insistevano per darmi un nome italiano, che avesse per lettera finale una "a", come si conviene alle signorine, ma mia madre non tornò sui suoi passi.

Il mio nome non è italiano, ma poco male. E' spagnolo e deriva dall'ebraico. Significa: giardino divino.

Oggi, 16 luglio, si festeggia questo nome insieme a Carmela, Carmelo, Carmine e...Carmencita (come spesso mi chiamano tutti).

Ho sempre pensato che siamo noi a rendere unico il nome che portiamo.

All'inizio qualcun altro lo sceglie al posto nostro, ma poi tocca a noi dargli quell'accento che appartiene solo e soltanto al modo in cui ci presentiamo alla vita e agli altri.

Come un vestito che cambia il modo di essere indossato a seconda della persona che lo porta.

E' per questo che i nomi più importanti della mia vita hanno ed avranno sempre quel tocco in più che tutti gli altri non possiedono.

Perchè è la persona che rende bello il nome che porta ed il suo significato.

Vi lascio un compitino per il fine settimana: cercate il significato del vostro nome.

Ma, a prescindere da tutto, sappiate sempre che, fra le tante persone al mondo che portano lo stesso nome, nessuno sarà mai come voi!

P.S. per questi due giorni sarò assente: uno stage intensivo, da mattina a sera, di scrittura e tecniche narrative. Vi racconterò!

Fate i bravi, a lunedì!

domenica 11 luglio 2010

Pensierino della sera...


"Venivano dai più lontani estremi della vita, questo è stupefacente, da pensare che mai si sarebbero sfiorati, e invece neanche si erano dovuti cercare, questo è incredibile, e tutto il difficile era stato solo riconoscersi, una cosa di un attimo, il primo sguardo e già lo sapevano, questo è meraviglioso. Questo continuerebbero a raccontare, per sempre, nelle terre di Carewall, perchè nessuno possa dimenticare che non si è mai lontani abbastanza per trovarsi, lo erano quei due, lontani più di chiunque altro."


Alessandro Baricco, OceanoMare

venerdì 9 luglio 2010

E se...


"Quando cominciamo a trovare le risposte, la vita ci cambia le domande"



Non so chi sia l'autore di questa frase, la lessi su una panchina qualche anno fa e l'appuntai nel diario che porto sempre dietro.

L'altro giorno lo ripresi tra le mani e mi saltò all'occhio.

E' strano come le "coincidenze" a volte coincidano con ciò che ci ritroviamo a vivere nei nostri giorni.

Prima, cercavi delle risposte e avevi solo e soltanto domande.

Dopo, hai cominciato a trovare quelle risposte e d'un tratto tutto è cambiato.

Forse non avevi posto le domande giuste o forse...quelle risposte che cercavi non erano definitive.

La vita lo sa.

E proprio quando questa vita sta per diventare una gonna troppa corta, ti accorgi che quella gonna, in realtà, non l'avevi mai vista bene addosso a te.

Ma ti piaceva troppo per sfilartela di dosso.

E non permettevi a nessuno di dirti che non ti stava bene.

Ma ora è davvero troppo corta. E ti sta più male del solito.

Finalmente lo sai.

E ciò che è più importante, è che hai capito che non ne vorresti una uguale.

Guardatevi allo specchio...come vi sta la vostra gonna?

Buon fine settimana dalla vostra Allegra!

martedì 6 luglio 2010

Uomini che...



Riva di Chieri (Torino): ha ucciso le donne della sua vita, la sua ex compagna che lo aveva lasciato poche settimane prima e un'altra sua ex. Poi si è tolto la vita.


Ostia: i carabinieri arrestano un 37enne mentre sta per entrare di nascosto nell'appartamento della sua ex fidanzata dopo una serie di atti persecutori e minacce.



Palermo: un uomo perde la testa per una collega di lavoro e comincia a perseguitarla con chiamate, sms, appostamenti, inseguimenti, molestie, minacce.


Caserta: sedicenne si getta dalla finestra per scampare ad una violenza sessuale.

Il termine "stalking" deriva da to stalk che significa: cacciare in appostamento.
Dal febbraio del 2009 il reato di stalking è perseguibile penalmente fino a quattro anni e può arrivare all'ergastolo nel caso subentri la morte della vittima. Questo secondo la legge, poi la realtà spesso è diversa, purtroppo.
In ogni caso, la cronaca non ci propone una visione positiva dell'uomo perchè l'uomo stesso, il più delle volte, dimentica di essere uomo rimanendo solo e soltanto "maschio".


Proprio lui, il primo essere umano nato dalla mente di Dio e fatto di terra per esserle il più possibile fedele, colui dal quale la donna è venuta fuori per "riparare" alla solitudine di essere unico...oggi non fa altro che ricrearsi questa stessa solitudine.

Ma non c'è più il paradiso terrestre.


Durante una festa, Allegra si trova a scambiare due parole con un collega e due suoi amici appena conosciuti. E' lì che, tra un discorso serio e una battuta, salta fuori la "famosa" (per loro) regola del compasso. So che vi starete chiedendo cosa sia, l'ho fatto anch'io mentre bevevo la mia aranciata (Allegra non beve alcolici) e lanciavo loro uno sguardo interrogativo. Bene, suddetta regola afferma che, su un'ipotetica cartina, bisogna puntare l'ago del compasso sulla propria abitazione e poi estendere l'altra asse e porre la punta ad una circonferenza più ampia possibile. Ebbene, lì, proprio lì, deve abitare la tua donna. Il più distante possibile.
Inutile cercare conforto negli altri due ometti. Meglio cambiare discorso.


Stamattina (di buon mattino) mentre Allegra aspetta il bussino che l'avrebbe portata nel posto dove trascorre la maggior parte delle sue giornate, arriva una macchina nera, tutta tirata a lucido. Si ferma e al suo interno scorge un giovanotto che sembra appena uscito da un provino per Hollywood. Gira lo specchietto prima a destra e poi a sinistra, infine lo blocca. Si guarda, si sposta leggermente i capelli, si controlla il collo della camicia rigorosamente alzato anche se siamo a 34 gradi (eh bè...noblesse oblige!), si muove leggermente tanto per ricordare a se stesso di essere vivo e attende, mentre accende la radio ad alto volume.
Anche Allegra attende, e dato che il bussino non arriva, inizia a fantasticare sul probabile incontro del tipetto: arriva una gran bella ragazza, magari è il loro primo appuntamento, lui la porta da qualche parte, tipo al mare e passano una bella giornata in cui si danno il loro primo bacio ed inizia una gran bella storia d'amore. Il tipo scende dalla macchina, prende il cellulare e chiama. Che dolce, sollecita lei che si fa attendere. Inutile dire che Allegra spera che il suo bussino arrivi dopo la venuta della fantomatica ragazza: una romantica come lei non può perdersi simile incontro.
Ebbene...dopo circa due minuti, alla lucente macchina nera accosta un'altra macchina tirata a lucido. Immaginerete sicuramente che al suo interno si trovi la nostra bella ragazza che, per una questione di pari opportunità, è arrivata anche lei con il suo macchinone.


Eh no! La suddetta presenza è una presenza maschile, che scambia due chiacchiere con il nostro tipo dal colletto alzato e che poi insieme, ognuno nella propria macchina, parcheggiano all'interno di un edificio nel quale si svolgono una serie di conferenze.
Ebbene...nessun appuntamento con una lei, nessuna dolce chiamata, nessuna voglia di essere al meglio...per lei. Ma solo per un incontro di lavoro.


E allora...dalla cronaca più cruenta, alle risate di una festa e ad un semplice episodio cittadino, i contorni cambiano ma il soggetto rimane lo stesso: l'uomo.
E' questo il prototipo dell'uomo di oggi?
Dobbiamo aver paura di lasciarlo sennò poi ci perseguita. Dobbiamo farci accompagnare di sera perchè "di questi tempi" girare sole al buio non è consigliabile (a volte anche di giorno). Dobbiamo fare in modo di abitare il più lontano possibile dal nostro fidanzato perchè sennò gli affolliamo l'esistenza. E dobbiamo accettare che lui preferisca il suo lavoro a noi. E che anzi, non abbia proprio tempo e voglia per pensare ad altro.


"Non sono sicuro, Lila. Non di come siamo capaci di stare insieme, di tenerci compagnia, di come il tempo si annulli quando il mio tempo è per te. No, di tutto questo ho solo certezze. ma non sono sicuro che i fantasmi delle mie paure si affaccino e ti allontanino da me in maniera feroce come hanno tentato di fare di recente. Tu per me sei la migliore, hai oscurato tutti i ricordi ma non sono sicuro di fare la cosa migliore facendo tutto questo. Ti prego solo solo di lasciarmi andare, ma di portarmi sempre con te, in un angolino del tuo cuore, così come io farò con te."

dal libro "Fragile come un maschio" di M.Rita Parsi


E' questo il prototipo dell'uomo di oggi? Forte quando deve fare del male ad una donna e fragile quando deve amarla?


Oppure...


"Non sono nulla di speciale. Sono un uomo come tanti, che la pensa come tanti e che ha vissuto come tanti. Non mi hanno dedicato monumenti e il mio nome sarà presto dimenticato, ma ho amato una donna con tutto il mio cuore e con tutta l'anima, e lo considero un dono che mi ha colmato."


dal libro "Le pagine della nostra vita" di Nicholas Sparks




Possiamo ancora credere in un uomo che riesce a colmarsi la vita amando di un amore "sano", che non usi lo sguardo per lanciarti sporche occhiate e che ti lasci in pace quando hai detto "no" e che non pensi solo alla propria realizzazione professionale ritrovandosi solo quando chiude la porta della propria casa?


Cari uomini, facciamoci delle domande...