giovedì 30 settembre 2010

Questo blog è stato premiato...


E' arrivato il momento.
La mia collega Chiara de "Il soffitto di casa mia" http://www.ilsoffittodicasamia.blogspot.com/ ha regalato al mio blog un premio che io ho postato qui sopra, il quale chiede di fare una cosa che io, sinceramente, non faccio mai.
Né in questo blog né nella mia vita personale.
Sto parlando di "psicoanalizzarsi".
Vero o no che io non lo faccio quasi mai? Non ridete eh...che vi guardo uno ad uno!
Ebbene, ringraziando Chiara per il premio e soprattutto per la sua presenza costante e preziosa nel mio blog che lo arricchisce ogni giorno di più, dopo essermi psicoanalizzata mentre correvo (finalmente ho ripreso la mia corsetta quasi quotidiana) stilo le dieci cose che io amo di più.



1) Amo la mia famiglia, senza la quale non sarei quella che sono.


2) Amo la mia professione, che mi permette di guardare alla vita ogni giorno con gli occhi di una persona nuova.


3)Amo Antonella, Chiara e Catia, ossia "i miei punti cardinali" e tutti gli altri miei amici, quelli di sempre e quelli che nell'ultimo anno mi hanno regalato la loro bellezza (in particolare Caterina, Sara e Leonardo).


4)Amo i bambini e i ragazzi, per i quali ogni giorno cerco di essere sempre migliore.


5)Amo i libri. Ho sempre preferito un libro ad un vestito nuovo, per la "disperazione" della mia mamma.


6)Amo scrivere, che è per me vivere ogni giorno.


7)Amo chi è lassù accanto alle persone che ho perso e che un giorno ritroverò: ogni giorno mi raccontano la vita con polvere di stelle.


8)Amo la mia Calabria, nonostante i suoi difetti, e Firenze, che mi ha gentilmente adottata.


9)Amo il mio presente, a cui cerco di dare ogni giorno una ragione per esistere.


10)Amo chi lo sa già, a cui mai mancherà il mio amore.


Il premio consiste anche nel nominare altri dieci blogger per chiedere loro di fare la stessa cosa.
Io cambio le regole, perché ogni tanto mi piace farlo, e chiedo invece ad ognuno di voi di fare la stessa cosa: a chi è sempre presente, a chi legge senza commentare, a chi passa di qui per la prima volta o a chi è saltata agli occhi questa pagina senza volerlo.
Riflettete su ciò che amate, è un modo per conoscersi ancora di più.
E per amarsi, soprattutto.

martedì 28 settembre 2010

Canzone della sera...

Perdonate l'assenza, ma il periodo è sottosopra.

Ascoltate questa bellissima canzone...torno presto!

giovedì 23 settembre 2010

Tre cose ci sono rimaste del paradiso: i fiori, le stelle...e i bambini.





Sabato 25 settembre in cento piazze italiane, i volontari ABIO (Associazione Bambino In Ospedale) vi aspettano per raccontarvi la loro esperienza nelle pediatrie festeggiando la sesta giornata nazionale dell'associazione per darvi la possibilità di offrire il vostro contributo che servirà alla formazione di nuovi volontari affinché possano svolgere un servizio qualificato.

Perché i bambini in ospedale non sono solo corpi da curare ma anche anime da rallegrare.

Aiutateci a garantire loro il diritto al sorriso cercando la postazione ABIO più vicina alla vostra città.


Per maggiori informazioni http://www.abio.org/


"Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di loro se ne ricordano" - A. De Saint-Exupéry, Il piccolo principe

Tu vuoi dimenticare o ricordare?


martedì 21 settembre 2010

Siamo davvero così soli?


La matematica non è mai stata il mio forte...ma un po' di basi, qualcuno ha fatto in modo che io le avessi.
A scuola mi hanno insegnato che i numeri primi sono divisibili soltanto per se stessi e che quelli non divisibili per se stessi, si chiamano numeri composti.
Quando qualche anno fa uscì un romanzo, diventato best seller e vincitore di quasi tutti i premi letterari possibili e immaginabili (in Italia), mi sono chiesta: che cosa avrà mai questo romanzo con un titolo così ambiguo e che tanto mi ricorda i banchi di scuola?

E' bastato leggerlo per scoprirlo, accorgendomi, pagina dopo pagina, di anelare a qualcosa che non arrivava mai.
E che non è mai arrivata.
Nelle prime pagine, Alice e Mattia sono due bambini.
E sono soli: con i loro traumi, con le loro difficoltà nella crescita, con le loro famiglie invisibili.
Poi crescono e diventano adolescenti.
Sempre soli ad affrontare l'età più importante e pregnante di sfide.
Si cercano, ma non si trovano. Mai.
Nelle ultime pagine, Alice e Mattia sono due adulti.
E sono sempre soli: con un dolore dell'anima schivo e prepotente.
Ricordo di aver alzato gli occhi al cielo appena letta l'ultima pagina, sentendo dentro una profonda mancanza di tutto.
Poi ho visto il film omonimo, qualche settimana fa.
E non c'è stato un solo secondo di respiro in quelle scene, uno solo in grado di trasmettermi un briciolo di illusione.
Dire speranza è dire troppo.
La storia della solitudine dei numeri primi è, in parte, il quadro di una realtà che esiste.
Ma siamo davvero così soli?
E se il mondo là fuori ci distrugge, davvero siamo così soli anche dentro di noi tanto da non essere capaci di trovare un modo, anche il più semplice ed elementare, per aggrapparci a qualcosa?
"Era rimasto impassibile e in silenzio ad aspettare che fosse troppo tardi".

Possibile che ci sia tanta solitudine anche nella nostra anima da non permetterci di alzare la voce e farci sentire vivi?
E se anche fosse troppo tardi, perché non avere fiducia in un qualcosa di più grande?
No, non c'è neanche quella.
Alice è malata di anoressia.
Solo gesti meccanici, nella solitudine.
Alice non mangia. Alice tagliuzza il cibo e lo fa a poltiglia nascondendolo in un tovagliolo.
Alice getta un pomodoro nel water mentre è a cena con l'uomo che sposerà. E che non ama.
Dov'è l'anima di una ragazza malata di anoressia in quelle pagine e, ancor di più, in quelle scene?
Non c'è. E fa male quest'assenza.
Non si può raccontare l'anoressia in questo modo. E' uno schiaffo che brucia.
L'interiorità è confinata solo e soltanto alla solitudine. Per il resto, non esiste.
Che sia di un dolore, di un trauma, di una malattia, di una bugia, di una mancanza.
Non esiste.
Eppure...Alice e Mattia sono due esseri umani.
Con un corpo ed un'anima. Come tutti.
Perché ci fa tanta paura raccontare l'anima nelle sue infinite sfaccettature e ci limitiamo a puntare il dito sempre e solo alle sue mancanze?
Non è per questo che ci svegliamo ogni mattina.
E per quanto questo mondo possa essere troppe volte ingrato, per quanto i sogni spesso s'infrangano prima che tu te ne possa rendere conto, per quanto il dolore ti entri dentro diventando parte di te, di qualsiasi pasta esso sia fatto...non è mai troppo tardi.
Nessuno è mai lontano abbastanza per non toccarsi.
Nessuno è realmente un numero primo, divisibile solo per se stesso.
Se fosse solo così, la nostra vita sarebbe inutile e vana.
E non lo è.


sabato 18 settembre 2010

C'era una volta uno strano inizio...


"Mi sento un errore. Un errore di ortografia.
Una doppia dove non ci va.
Un "fà" con l'accento.
Un colpo di bianchetto ed io sparisco.
Come tutti gli errori.
Il foglio resta bianco, pulito, e nessuno vede il dolore nascosto da quello strato bianco."

Alessandro D'Avenia,
Bianca come il latte rossa come il sangue

Così mi sono sentita appena varcata la soglia del luogo dove passerò i miei prossimi sei mesi.
Enormemente piccola davanti ai giganti.
Ma quando mi sono seduta per la prima istruttoria accanto al giudice onorario a cui farò da assistente, non ho trovato il bianchetto.
Dovevo sentirmi un errore, senza nascondermi.
Dovevo avere ansia, dovevo sentirmi sbagliata e sconosciuta in quel posto, dovevo sentirmi piccola.
Per poi affrontare tutto quanto.
Si cresce solo così.
Purtroppo o per fortuna.
Sono passati solo tre giorni dal nuovo inizio.
La nostalgia di ciò che ho lasciato è forte e lo è altrettanto la gigantesca novità che ho davanti.
Ma si cresce anche così.
Purtroppo o per fortuna.
E' solo l'inizio.


giovedì 16 settembre 2010

Bilancio dopo...


...25 anni di vita:
sto imparando a volare, affinché tutto quello in cui credo diventi possibile.


lunedì 13 settembre 2010

Arrivederci, ciao.


In sei mesi possono succedere tante cose.
Puoi crescere, puoi conoscere, puoi arrabbiarti, puoi piangere, puoi sorridere, puoi stancarti, puoi capire cosa vuoi e cosa non vuoi nella tua vita.
In sei mesi puoi anche vedere crescere un bambino in una pancia e sorridere del miracolo della vita guardando ad una bellissima futura mamma.

Tutte le esperienze che ti formano, ti lasciano dentro l'amaro della fine e l'effervescenza di un nuovo inizio, con un bagaglio in più.

Ed è proprio mentre, nell'ultimo saluto, senti l'eco di un in bocca al lupo per il tuo futuro, ti accorgi che quei sei mesi sono proprio giunti alla fine.

Anni fa qualcuno mi scrisse un biglietto con queste parole: "non accontentarti di seguire un sentiero già segnato. Vai invece dove non c'è sentiero e lascia una traccia."

Oggi ho sentito il bisogno di rileggerle e di guardarmi indietro a questi mesi trascorsi, con un sorriso: per le persone che ho conosciuto, per i giorni che ho vissuto, per tutto ciò che ho imparato e, forse, anche un po' dato.

Non ho molte parole da scrivere.
Forse perchè dentro ho tanto da ricordare e troppo da regalare agli anni che verranno.

Domani sarà diverso e dopo domani lo sarà ancora di più.
Ma oggi voglio fermarmi e chiudere tutte le mie emozioni in un grazie.

Ai miei colleghi in camice bianco e a tutti i miei pazienti.
Se è vero che lo straordinario risiede nel cammino delle persone comuni, posso testimoniare di aver incontrato questo straordinario nelle vita di ognuno di voi.

E' per questo che vi dico grazie.
Perchè tutti voi, uno per uno, avete reso un po' più straordinaria tutta la mia vita.

Ok. Ora sono pronta a lasciarvi e a guardare avanti, a ciò che mi aspetta.
Ma ci rivedremo, ne sono sicura. E' una promessa...e io le promesse le mantengo. Sempre.