lunedì 11 ottobre 2010

Pensierino della sera...


"Un giorno ho visto il sole tramontare quarantatré volte.

Se qualcuno ama un fiore di cui esiste un solo esemplare in milioni e milioni di stelle, questo basta a farlo felice quando lo guarda.

E lui dice: il mio fiore è là, in qualche luogo.

Se tu vuoi bene ad un fiore che sta in una stella, sarà dolce la notte guardare il cielo, perché tutte le stelle saranno fiorite.

Guarderai le stelle, la notte...è troppo piccolo da me perché ti possa mostrare dove si trova la mia stella.

E' meglio così, la mia stella sarà per te una delle tante stelle.
Allora, tutte le stelle ti piacerà guardarle.

Tutte saranno tue amiche.
Gli uomini hanno delle stelle che non sono le stesse...ma tutte queste stelle sono zitte.

Tu...solo tu avrai delle stelle come nessuno ha.

Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero.

Tu avrai, tu solo avrai delle stelle che sanno ridere.

E quando ti sarai consolato (ci si consola sempre) sarai contento di avermi conosciuto, avrai voglia di ridere, e aprirai a volte la finestra, e i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo.

Allora tu dirai: sì, le stelle mi fanno sempre ridere.
E ti crederanno pazzo.

Anch'io guarderò le stelle. Tutte le stelle mi verseranno da bere...sarà divertente.

Sarà un anno, questa notte.

Sai, il mio fiore...ne sono responsabile. Ed è talmente debole e talmente ingenuo: ha solo quattro spine da niente per proteggersi dal mondo.
Non so come toccarlo, come raggiungerlo...il paese delle lacrime è così misterioso che di questo pianeta rimpiange i suoi millequattrocentoquaranta tramonti nelle ventiquattro ore.

Ora lo dico a voi: se vi capita di passare di là, fermatevi un momento sotto le stelle.

Non lasciatemi così triste.

Se lo vedete, scrivetemi subito che è tornato."


Antoine De Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe

martedì 5 ottobre 2010

Message in a bottle


La sottoscritta non riesce a studiare senza alzarsi automaticamente ogni dieci minuti dalla sedia (deve recuperare la concentrazione di un tempo, sta invecchiando, deve ammetterlo).
Durante una delle sue "alzate" ha visto sbucare un foglio dalla sua agenda posata su un tavolinetto.
Incuriosita l'ha tirato fuori e le si è subito disegnato un sorriso sulle labbra.
Non vi dico cosa c'era scritto né l'autore dello stesso, ma vi rendo partecipi di un compito molto amato dai ragazzi con i quali ho fatto i laboratori di scrittura espressiva, una delle esperienze più belle di tutta la mia vita.

Questo è uno degli esercizi migliori, l'ho fatto anch'io oggi su me stessa per esorcizzare la mia deconcentrazione. Ve lo dedico...provateci anche voi:


"Cosa scriveresti di te stesso e della tua storia di così essenziale da poter essere sigillato in una bottiglia e gettato in mare?
Cosa vorresti si sapesse di te che potesse sopravvivere e approdare da qualche parte?
Cos'è l'atomo da salvare, l'essenza della tua vita che vorresti rimanesse per sempre?

Scrivetelo, sigillatelo nel vostro cuore e poi gettatelo nel mondo, su qualsiasi riva, quando sarete pronti, perché sia in grado di seminare la bellezza dovunque.

Scrivete, scrivete, scrivete...perché fa un bene immenso!

sabato 2 ottobre 2010

Pensierino del fine settimana...



"Nell'anima tutto avviene secondo un ritmo più profondo.


Ascoltarlo è la cosa più importante che si possa imparare in questa vita"




Etty Hillesum, Lettere. 1942-1943 (Adelphi)




Buon fine settimana dalla vostra Allegra che in questi giorni si rimette a studiare...voi fate i bravi!

giovedì 30 settembre 2010

Questo blog è stato premiato...


E' arrivato il momento.
La mia collega Chiara de "Il soffitto di casa mia" http://www.ilsoffittodicasamia.blogspot.com/ ha regalato al mio blog un premio che io ho postato qui sopra, il quale chiede di fare una cosa che io, sinceramente, non faccio mai.
Né in questo blog né nella mia vita personale.
Sto parlando di "psicoanalizzarsi".
Vero o no che io non lo faccio quasi mai? Non ridete eh...che vi guardo uno ad uno!
Ebbene, ringraziando Chiara per il premio e soprattutto per la sua presenza costante e preziosa nel mio blog che lo arricchisce ogni giorno di più, dopo essermi psicoanalizzata mentre correvo (finalmente ho ripreso la mia corsetta quasi quotidiana) stilo le dieci cose che io amo di più.



1) Amo la mia famiglia, senza la quale non sarei quella che sono.


2) Amo la mia professione, che mi permette di guardare alla vita ogni giorno con gli occhi di una persona nuova.


3)Amo Antonella, Chiara e Catia, ossia "i miei punti cardinali" e tutti gli altri miei amici, quelli di sempre e quelli che nell'ultimo anno mi hanno regalato la loro bellezza (in particolare Caterina, Sara e Leonardo).


4)Amo i bambini e i ragazzi, per i quali ogni giorno cerco di essere sempre migliore.


5)Amo i libri. Ho sempre preferito un libro ad un vestito nuovo, per la "disperazione" della mia mamma.


6)Amo scrivere, che è per me vivere ogni giorno.


7)Amo chi è lassù accanto alle persone che ho perso e che un giorno ritroverò: ogni giorno mi raccontano la vita con polvere di stelle.


8)Amo la mia Calabria, nonostante i suoi difetti, e Firenze, che mi ha gentilmente adottata.


9)Amo il mio presente, a cui cerco di dare ogni giorno una ragione per esistere.


10)Amo chi lo sa già, a cui mai mancherà il mio amore.


Il premio consiste anche nel nominare altri dieci blogger per chiedere loro di fare la stessa cosa.
Io cambio le regole, perché ogni tanto mi piace farlo, e chiedo invece ad ognuno di voi di fare la stessa cosa: a chi è sempre presente, a chi legge senza commentare, a chi passa di qui per la prima volta o a chi è saltata agli occhi questa pagina senza volerlo.
Riflettete su ciò che amate, è un modo per conoscersi ancora di più.
E per amarsi, soprattutto.

martedì 28 settembre 2010

Canzone della sera...

Perdonate l'assenza, ma il periodo è sottosopra.

Ascoltate questa bellissima canzone...torno presto!

giovedì 23 settembre 2010

Tre cose ci sono rimaste del paradiso: i fiori, le stelle...e i bambini.





Sabato 25 settembre in cento piazze italiane, i volontari ABIO (Associazione Bambino In Ospedale) vi aspettano per raccontarvi la loro esperienza nelle pediatrie festeggiando la sesta giornata nazionale dell'associazione per darvi la possibilità di offrire il vostro contributo che servirà alla formazione di nuovi volontari affinché possano svolgere un servizio qualificato.

Perché i bambini in ospedale non sono solo corpi da curare ma anche anime da rallegrare.

Aiutateci a garantire loro il diritto al sorriso cercando la postazione ABIO più vicina alla vostra città.


Per maggiori informazioni http://www.abio.org/


"Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di loro se ne ricordano" - A. De Saint-Exupéry, Il piccolo principe

Tu vuoi dimenticare o ricordare?


martedì 21 settembre 2010

Siamo davvero così soli?


La matematica non è mai stata il mio forte...ma un po' di basi, qualcuno ha fatto in modo che io le avessi.
A scuola mi hanno insegnato che i numeri primi sono divisibili soltanto per se stessi e che quelli non divisibili per se stessi, si chiamano numeri composti.
Quando qualche anno fa uscì un romanzo, diventato best seller e vincitore di quasi tutti i premi letterari possibili e immaginabili (in Italia), mi sono chiesta: che cosa avrà mai questo romanzo con un titolo così ambiguo e che tanto mi ricorda i banchi di scuola?

E' bastato leggerlo per scoprirlo, accorgendomi, pagina dopo pagina, di anelare a qualcosa che non arrivava mai.
E che non è mai arrivata.
Nelle prime pagine, Alice e Mattia sono due bambini.
E sono soli: con i loro traumi, con le loro difficoltà nella crescita, con le loro famiglie invisibili.
Poi crescono e diventano adolescenti.
Sempre soli ad affrontare l'età più importante e pregnante di sfide.
Si cercano, ma non si trovano. Mai.
Nelle ultime pagine, Alice e Mattia sono due adulti.
E sono sempre soli: con un dolore dell'anima schivo e prepotente.
Ricordo di aver alzato gli occhi al cielo appena letta l'ultima pagina, sentendo dentro una profonda mancanza di tutto.
Poi ho visto il film omonimo, qualche settimana fa.
E non c'è stato un solo secondo di respiro in quelle scene, uno solo in grado di trasmettermi un briciolo di illusione.
Dire speranza è dire troppo.
La storia della solitudine dei numeri primi è, in parte, il quadro di una realtà che esiste.
Ma siamo davvero così soli?
E se il mondo là fuori ci distrugge, davvero siamo così soli anche dentro di noi tanto da non essere capaci di trovare un modo, anche il più semplice ed elementare, per aggrapparci a qualcosa?
"Era rimasto impassibile e in silenzio ad aspettare che fosse troppo tardi".

Possibile che ci sia tanta solitudine anche nella nostra anima da non permetterci di alzare la voce e farci sentire vivi?
E se anche fosse troppo tardi, perché non avere fiducia in un qualcosa di più grande?
No, non c'è neanche quella.
Alice è malata di anoressia.
Solo gesti meccanici, nella solitudine.
Alice non mangia. Alice tagliuzza il cibo e lo fa a poltiglia nascondendolo in un tovagliolo.
Alice getta un pomodoro nel water mentre è a cena con l'uomo che sposerà. E che non ama.
Dov'è l'anima di una ragazza malata di anoressia in quelle pagine e, ancor di più, in quelle scene?
Non c'è. E fa male quest'assenza.
Non si può raccontare l'anoressia in questo modo. E' uno schiaffo che brucia.
L'interiorità è confinata solo e soltanto alla solitudine. Per il resto, non esiste.
Che sia di un dolore, di un trauma, di una malattia, di una bugia, di una mancanza.
Non esiste.
Eppure...Alice e Mattia sono due esseri umani.
Con un corpo ed un'anima. Come tutti.
Perché ci fa tanta paura raccontare l'anima nelle sue infinite sfaccettature e ci limitiamo a puntare il dito sempre e solo alle sue mancanze?
Non è per questo che ci svegliamo ogni mattina.
E per quanto questo mondo possa essere troppe volte ingrato, per quanto i sogni spesso s'infrangano prima che tu te ne possa rendere conto, per quanto il dolore ti entri dentro diventando parte di te, di qualsiasi pasta esso sia fatto...non è mai troppo tardi.
Nessuno è mai lontano abbastanza per non toccarsi.
Nessuno è realmente un numero primo, divisibile solo per se stesso.
Se fosse solo così, la nostra vita sarebbe inutile e vana.
E non lo è.