
"Nessuno mai si allontana di qui con la sua nave nera, se prima non sente dal labbro nostro la voce; poi pieno di gioia riparte conoscendo più cose." (Odissea, libro XII, vv.186-188)
martedì 7 settembre 2010
Voce del verbo ascoltare...

sabato 4 settembre 2010
Una poesia a te dovuta...

mercoledì 1 settembre 2010
Settembre...

lunedì 30 agosto 2010
Pensierino della sera...

domenica 29 agosto 2010
Are we human or are we dancer?
Se al ritorno da una bellissima serata, in macchina con la tua amica accendi la radio e i Killers ti spaccano l'orecchio e voi due, come due adolescenti, vi mettete a cantare: "are we human or are we dancer" - pensi che non ci sia niente di più divertente.
E se al mattino dopo, questa canzone ancora ti frulla nella testa, te la canti mentre fai le pulizie, superando, per la prima volta, l'audio del televisore del tuo sordo vicino di casa.
E in quel momento... godi per tutti i tuoi trascorsi condominiali subiti!
Ma mentre canti ti chiedi: siamo uomini o siamo ballerini?
Mettiamoci in testa che forse nella vita è essenziale prendere una posizione, soprattutto quando ci sono di mezzo i sentimenti.
E allora...che volete fare: gli uomini o i ballerini?
Buona domenica a tutti...e cantate anche voi: are we human or are we dancer?
sabato 28 agosto 2010
Allegra consiglia...

Delft, XVII secolo.
Cavolo rosso. Cipolle. Carote. Rape. Porri.
Tutto ordinato perfettamente intorno ad una rondella di carota.
Poi alcune voci provenienti dal corridoio e due figure altere che compaiono sull'uscio della cucina.
Griet ha solo sedici anni, e quel giorno, mentre ordina perfettamente le verdure nel piatto, sua madre decide il suo destino: diventerà la nuova serva dei signori Vermeer, con un compito tanto oneroso quanto affascinante. Pulire l'atelier del pittore senza spostare nulla.
Gli occhi di Johannes Vermeer sanno posarsi sulle cose del mondo con la delicatezza e l'ossessione di chi ha l'arte nel sangue.
Tra Griet e il famoso pittore nasce un'intesa che va al di là del possesso e della passione.
Griet ha da offrire il suo rigore e il suo incanto.
Vermeer, il desiderio irrefrenabile di dipingere il suo viso, in un andirivieni di parole non dette, di sospiri e di sguardi nascosti.
Tracy Chevalier scrive un romanzo che sfida la morale del tempo, delineando il profilo di una protagonista che si lascia ritrarre con le labbra dischiuse e con all'orecchio il gioiello di perla della sua padrona Catharina, moglie del pittore, altezzosa e sprezzante oltre ogni limite.
L'amore lo si legge tra le righe, ed è un amore che condensa il desiderio di esserci: lì, l'uno di fronte all'altra, sguardo contro sguardo. Mistero contro mistero.
"La ragazza con l'orecchino di perla" non è solo un romanzo storico, ma uno di quei racconti lunghi che diventano lo specchio di una condizione femminile forse non ancora superata, ma soltanto nascosta o scambiata da altri divieti e libertà che sempre di più somigliano a prigioni.
Griet ci insegna che uno sbaglio può costare tutta una vita faticosamente costruita.
Ma soprattutto, che il vero amore è capace di sfidare e mettere sottosopra la morale di un secolo troppo arcigno per poterlo guardare dritto negli occhi.
"La ragazza con il turbante" è il dipinto di Johannes Vermeer che è giunto fino a noi.
Da questo quadro, la Chevalier ha tratto una storia d'amore e di libertà da togliere il respiro per la sua delicatezza e provocatorietà: soprattutto quando quell'orecchino di perla diventa lo sbaglio che fa crollare inevitabilmente ogni bugia sull'amore.
mercoledì 25 agosto 2010
Pensierino della sera...
