giovedì 25 novembre 2010

Crescendo si impara...

Elenco delle cose fondamentali che ho capito oggi:
1)Gli adulti che fanno gli adolescenti di ritorno mi fanno più paura degli assassini;
2)Chi non ha il coraggio di guardarti negli occhi mentre ti parla e ti toglie il saluto, va compreso.
3)Chi ti guarda dall'alto in basso solo perché "sei nessuno", non merita i tuoi pensieri.
4)Chi neanche ti ascolta perché "sei giovane" e hai una faccia che dimostra meno della tua età, è vecchio dentro.
5)Chi disprezza i tuoi valori perché sei controcorrente, ha bisogno di tempo per capire che cosa ci sta a fare in questo mondo.
6)Chi non riesce ad andare al di là del suo naso e capire che al mondo ci sono ragazzi e ragazze che soffrono, soprattutto in silenzio, ha bisogno di crescere (nel vero senso della parola).
7)Che il sorriso di una ragazza all'uscita della sala ha superato tutti gli sguardi torvi.
8)Che non mi stancherò mai di parlare d'amore, di quello sano e di quello che non è amore.
9)Che voglio continuare a portare avanti la tecnica della scrittura espressiva perché tocco con mano quanto faccia star bene.
10)Che ho bisogno di un po' di tempo per staccare la spina.
11)Che ho delle amiche meravigliose senza le quali non sarei quella che sono.
12)Che l'esperienza è l'insegnante più difficile: prima ti fa l'esame e poi ti spiega la lezione.
13)Che una semplice frase "grazie...perchè da oggi mi farò qualche domanda in più", ti spiega il perché stai al mondo.
14)Che sono una ragazza fortunata, perché Qualcuno lassù, mi ha regalato un sogno.

lunedì 22 novembre 2010

Iniziative

Carissimi lettori sirenetti,
vento di novità in arrivo.
In particolare per gli amici lombardi e toscani, ho da proporvi due iniziative particolari.
Partiamo dal nord.
A Como, un gruppo di splendide amiche, ha realizzato l'iniziativa "SmarTime", un ciclo di incontri/serate con personaggi di spicco del mondo della cultura, dell'arte, della musica, della danza.
Gli incontri hanno avuto inizio giovedì 4 novembre con un aperitivo musicale in compagnia di Alberto De Simoni (chitarrista) e Chiara Argentero (voce).
Il secondo appuntamento si è tenuto il 18 novembre in compagnia di Andrea Sciffo (docente di lettere, giornalista e scrittori).
Tutti gli incontri si svolgono presso il ristorante MOMO (5' piano COIN), nel quale ho avuto l'onore di passare una bellissima serata in splendida compagnia, al centro di Como.
Per maggiori informazioni soprattutto sui prossimi incontri potete scrivere a smartime6@gmail.com.

Per gli amici fiorentini, invece, giovedì 25 novembre in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, il Comune di Firenze organizza un'intera giornata presso il "Complesso delle Oblate" dalle ore 9:00 alle ore 23:00.
Durante la mattinata ci sarà una conferenza/incontro con i ragazzi delle scuole superiori fiorentine.
Introdurrà e coordinerà il giornalista Giacomo Guerrini.
Interverrano l'assessore alle Pari Opportunità del comune di Firenze, la Questura di Firenze per la presentazione del progetto "Che genere di violenza è", l' associazione "Artemisia" per la presentazione dell'iniziativa "Fiocco Bianco" e Carmen Garofalo (che sarei io) per un confronto con i ragazzi sulla prevenzione della violenza di genere dal titolo "I segni: non ci sono o non li hai mai visti?"
Seguirà l'inaugurazione della mostra fotografica "Basta!" di Livio Moiana.
Nel pomeriggio si susseguiranno una serie di laboratori tutti rigorosamente gratuiti tra i quali: dalle 12:30 alle 14:30 quello di DanzaMovimentoTerapia "Il corpo come luogo di memoria"a cura della dott.ssa Annarita Del Vecchio, quello di pittura creativa "Emozioni nelle dita", dalle 16:00 alle 17:30 il laboratorio di scrittura espressiva "Quello che le donne raccontano" a cura della sottoscritta (non sembra ma in quella giornata sarò onnipresente), seguirà una rivisitazione in tango della Milonga di Paolo e Francesca a cura di Claudia Di Fonzo e tante altre iniziative.
Alle ore 18:00 ci sarà una tavola rotonda diretta da Giacomo Guerrini con tutte le Associazioni del Terzo Settore, seguirà un aperitivo e infine lo spettacolo "L'altra me" con Letizia Fuochi.
Per ulteriori informazioni progetto.donna@comune.fi.it.



venerdì 19 novembre 2010

A te...

Dovevo scriverti ieri, ma ho avuto una brutta giornata...e non volevo dedicarti quella.
Ti scrivo oggi, e lo faccio qui perché te lo avevo promesso.
Voglio raccontarti una storia.
Sai come nasce una perla?
Un corpo estraneo entra nel guscio della conchiglia e da lì non può più uscire.
Il mollusco che vive all'interno della conchiglia lotta per combattere contro questo predatore e per difendersi comincia a crearsi una sorta di guscio liscio e duro, chiamato madreperla.
Il predatore continua a rimanere dentro la conchiglia e il mollusco continua sempre a proteggersi creando intorno a lui, strato dopo strato, questo guscio, fino a coprire del tutto il corpo estraneo.
Da qui nasce la perla.
Questa è un po' la metafora del dolore.
Quando il dolore entra nella nostra vita, di qualsiasi pasta sia fatto, è un estraneo da cui noi dobbiamo difenderci per non scomparire sotto la sua indomabile presenza.
Come fa un mollusco nella sua conchiglia, abbiamo bisogno di rendere quel dolore uguale a noi, ricoprendolo, strato dopo strato, di tutte quelle piccole grandi cose di ogni giorno che ci rendono quello che siamo, per poi non averne più paura e anzi, trasformarlo in una perla.
Vorrei che tu avessi sempre la forza di un mollusco nella sua conchiglia, senza avere paura di avere paura.
La paura e il dolore ci rendono umani, e molte volte sono la chiave di accesso alla bellezza del nostro presente.
Lascia spazio a quel dolore, guardalo in faccia e rendilo simile a te.
E' questo quello che vorrei per te...che tu scoprissi presto la tua perla così da avere sempre fame della vita: della tua e di quella degli altri.
Perché la vita si guarisce con la vita.
Solo con la vita.

mercoledì 17 novembre 2010

I magnifici 15

La dolcissima Minerva de "L'occhio non vuole la sua parte" mi ha regalato la possibilità di rinfrescare la mia memoria letteraria, andando alla ricerca dei quindici scrittori che più hanno caratterizzato la mia vita.
Ecco il mio elenco, non in ordine di preferenza né in ordine alfabetico, bensì in quello di memoria:
1) Emily Bronte, perché senza di lei forse non saprei apprezzare una storia d'amore.
2)Charlotte Bronte, perché è riuscita ad infondere la speranza che per tutte esista un signor Rochester.
3)Nicholas Sparks, perché ogni suo libro è per me una boccata di romanticismo (non melenso, come giudicano alcuni).
4)Dante, perché credo non esista uno come lui.
5)Dostoevskij, perché non riesco a non finire i suoi libri senza farmi infinite domande.
6)Tracy Chevalier, perché è la scrittrice più raffinata che io conosca.
7)David Grossman, perché per me è riuscito laddove tutti hanno fallito.
8)Massimo Gramellini, una recente splendida scoperta.
9)Margaret Mazzantini, perché è una scrittrice vera.
10)Cormac McCarthy, perché nelle sue pagine fa morire e rinascere.
11)Patrick McGrath, perché è uno dei pochi che sa raccontare la malattia mentale.
12)Alexandre Dumas, perché il suo "Conte di Montecristo" è stato il mio primo amore.
13)Silvia Avallone, perché è una giovane scrittrice solida.
14)Guillame Musso, perché sa essere spirituale senza essere sopra le righe.
15)Tutti quelli che hanno saputo aprirmi la mente e il cuore e che continueranno a farlo.
Ci riscriviamo prestissimo...

mercoledì 10 novembre 2010

Pensierino della sera...

"'Ti racconterò una storia, Tomàs. Il protagonista è un ragazzo che sognava di diventare chitarrista.
L'avventura incomincia la mattina del suo quattordicesimo compleanno, quando gli regalarono una chitarra.
Era veramente bella. Ma piena di corde. Il ragazzo le sfiorò con le sue dita timide e ne fu respinto. Allora le toccò con più vigore: la chitarra emise un gorgoglio ottuso che non aveva niente da spartire con il mondo di suoni che lui sentiva dentro.
Andò a scuola di musica. Aveva imparato da qualche parte che quando un sogno ti resta incollato addosso per molto tempo significa che non è più un'illusione, ma un segnale che ti sta indicando la tua missione nella vita. Cucinare spaghetti. Fare calcoli. Riparare orologi. Ciascuno ha la sua e l'errore consiste nel credere che una sia più importante dell'altra, solo perché non tutte procurano fama e denaro.'
'Ci sarà pure una differenza fra chi ripara orologi e chi viene chiamato a riparare il mondo.' - si domandò Tomàs.
'Nel giudizio degli uomini. Non in quello dell'universo, se entrambi infondono nella propria opera il senso di un'esistenza. Il ragazzo era sicuro che la sua missione consistesse nel tirare fuori dalla pancia quei suoni.'
'Come si comportò a lezione?'
'Non apprese nulla, purtroppo. Allora ci ritornò. E fu ancora peggio. Disse mi arrendo, il mio sogno era falso, non ho alcun talento per la musica. Nascose la chitarra in un baule e accese la radio per impedirsi di pensare. Venne invaso da un suono semplice e nuovo che riecheggiò nella sua anima. Così aprì il baule, abbracciò la chitarra e provò il primo accordo. In quel momento capì che per sapere se un sogno è giusto bisogna prima rinnegarlo, affinché la vita te lo restituisca per sempre con una rivelazione improvvisa.'
'E una volta compreso il suo talento, in quale modo lo sprecò?' - disse Tomàs.
'Chi trova il proprio talento non lo spreca mai. Quel ragazzo si chiamava John Lennon'".
L'ultima riga delle favole, Massimo Gramellini (Longanesi)
P.S.: la vita è difficile, ma non impossibile. Non smettete mai di credere nei vostri sogni!

lunedì 8 novembre 2010

Traumi infantili

Quando la piccola Allegra, ancora a voi sconosciuta, imparò il magico mondo delle parole, se ne dimenticò una essenziale, che spesso è l'unica àncora di salvezza per mantenere la propria salute mentale.
Questa parola è il NO.
Imparate a dire di no a volte. Non fate come la sottoscritta.
Ed abbiate pazienza, c'è un disordine tale nelle mie giornate che chiuderei volentieri gli occhi per non vederlo.
Torno presto, voi fate i bravi.

martedì 2 novembre 2010

In questo giorno particolare...


... ai miei quattro nonni che da lassù non smettono di seguire ogni mio passo.

A U., il mio "quinto nonno" che mi ha vista crescere e lo fa ancora oggi immerso nel blu del cielo.

A P., la mia infanzia della finestra di fronte strappata troppo presto.

A L., che da poco è distesa su un letto di fiori continuando sempre a ripetermi "grazie dottoressa".

A M., la mia piccola grande stella.


"La morte non è niente. Sono solamente passato dall'altra parte: è come fossi passato nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l'uno per l'altro lo saremo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un'aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami.
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d'ombra o tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c'è una continuità che non si spezza.
Perchè dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono solo dall'altra parte, dietro l'angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore, la mia tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami.
Il tuo sorriso, è la mia pace."

Henry Scott Holland