Shhh...I'm reading.
Quante volte lo abbiamo detto?
Io, personalmente, tante.
Potrei iniziare a parlarvi di un libro che mi ha inchiodato all'ultima pagina fino all'una di notte con un "C'era una volta..."
Sì, perchè la storia di Emma e Federico sembra una favola. Una favola moderna con un'anima antica.
Una favola in cui nell'era della tecnologia più all'avanguardia, due persone si scrivono lettere in cui si raccontano la vita.
Lettere scritte a mano.
In particolare lui, con inchiostro rigorosamente verde.
Lettere che partono da Milano e che arrivano a New York.
Lettere che partono da New York e che arrivano a Milano.
Emma ha un sogno: aprire una libreria.
Ma non una di quelle che assomigliano ai grandi magazzini, con le scale mobili e gli addetti sparsi negli angoli più remoti, rigorosamente introvabili quando hai bisogno di un libro che non trovi.
Il suo sogno sembra fuori di testa perchè ha la forma di una libreria familiare, una di quelle dove leggere un libro è come sentirsi a casa, dove i clienti si conoscono e dove una libraia non batte scontrini dalla mattina alla sera, ma parla con i suoi clienti che, tra una pagina e l'altra, possono sorseggiare tè o cioccolato in una tazza con su scritto: shh...I'm reading.
E poi c'è la vita.
Ogni romanzo la racconta.
E poi c'è la speranza.
In ogni romanzo bisognerebbe trovarla.
E poi c'è la sfida.
Ogni romanzo ne lancia una.
E poi c'è l'attesa.
In ogni romanzo la si vive.
E poi c'è il dolore.
Ogni romanzo lo stringe in un abbraccio.
Il 10 aprile è vicino.
L'ultima pagina del romanzo della loro vita sembra essere scritta in nero, non in verde...eppure, Emma e Federico sapranno ritrovarsi?
"Per salvarsi si legge. Ci si consegna ad un gesto meticoloso, una strategia di difesa ovvia ma geniale. Per salvarsi si legge. Linimento perfetto. Perchè forse per tutti, leggere è fissare un punto per non alzare lo sguardo sulla confusione del mondo, gli occhi inchiodati sulle righe per sfuggire a tutto, le parole che una a una stringono il rumore in un imbuto opaco fino a farlo colare in formine di vetro che chiamiamo libri. La più raffinata e vigliacca delle ritirate. Dolcissima. Chi può capire qualcosa della dolcezza se non ha mai chinato la propria vita, tutta quanta, sulla prima riga della prima pagina di un libro? Quella è la sola, e più dolce custodia di ogni paura. Un libro che inizia..."
dal libro "Noi due come un romanzo" di Paola Calvetti
Il sito dell'autrice http://www.paolacalvetti.it/
Il booktrailer del libro (consiglio vivamente di guardarlo perchè è meraviglioso con una musica di sottofondo dolcissima) http://www.youtube.com/watch?v=n9zgBLKZtx8
BUON FINE SETTIMANA DALLA VOSTRA ALLEGRA...ANCHE DI BUONE LETTURE!